Peeping Tom: recensione dello sguardo che uccide prima del coltello
Recensione di Peeping Tom, classico horror psicologico del 1960 diretto da Michael Powell: cinepresa, voyeurismo, trauma e lo sguardo che ferisce prima del coltello.
LeggiFilm recenti, classici e cult letti per atmosfera, regia, immagini che restano addosso e posto nella storia dell'horror.
1960
2022
1960
2019
1962
2023
Recensione di Peeping Tom, classico horror psicologico del 1960 diretto da Michael Powell: cinepresa, voyeurismo, trauma e lo sguardo che ferisce prima del coltello.
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Un thriller psicologico asciutto e preciso, più interessato al peso sociale dello sguardo che al semplice spavento.
Mario Bava trasforma maschera, cripta e bianco e nero in un incubo fondativo, dominato dalla doppia presenza magnetica di Barbara Steele.
Un esordio severo e sensoriale che trasforma fede, corpo e solitudine in una combustione psicologica memorabile.
Un cult essenziale che trasforma organo, padiglione abbandonato e identità sospesa in una delle più pure paure del cinema indipendente americano.
Brian Duffield usa l’invasione aliena per raccontare isolamento e colpa: Kaitlyn Dever tiene in piedi un horror quasi muto, fisico e memorabile.
Un horror marino compatto e fisico, dove Sean Byrne usa squali, videocamere e spazi stretti per parlare di predazione e controllo dello sguardo.
Richard Donner trasforma il sospetto sull’Anticristo in un thriller di famiglia, potere e presagi, sostenuto dalla musica corale di Jerry Goldsmith.
Un ibrido pop tra commedia romantica e slasher urbano, imperfetto nelle spiegazioni ma efficace quando trasforma San Valentino in una caccia rituale.
Una riscrittura crudele di Cenerentola che trasforma la bellezza in procedura sociale e ferita fisica.