Storie Vere

Castello di Gropparello: la leggenda di Rosania Fulgosio e il fantasma che infesta il maniero

Nascosto tra i calanchi e i boschi della Val Vezzeno, il Castello di Gropparello si staglia su uno sperone di roccia come se il tempo, lì, avesse deciso di fermarsi.

Pubblicato 6 Ottobre 2026 07:00 5 minuti di lettura
Castello di Gropparello: la leggenda di Rosania Fulgosio e il fantasma che infesta il maniero

Il Castello di Gropparello, un maniero sospeso nel tempo

Nascosto tra i calanchi e i boschi della Val Vezzeno, il Castello di Gropparello si staglia su uno sperone di roccia come se il tempo, lì, avesse deciso di fermarsi. Chi lo visita di giorno lo scambia per una fortezza fiabesca, con le sue torri merlate e il ponte levatoio; chi ci resta fino a sera racconta un'impressione diversa, fatta di silenzi che pesano e corridoi che sembrano trattenere il fiato. Non è un caso che il maniero sia conosciuto, oltre che per la sua architettura, anche per la leggenda che lo accompagna da generazioni: quella di Rosania Fulgosio, la dama il cui fantasma - dicono - non ha mai lasciato le sue stanze.

Il castello è considerato uno dei manieri meglio conservati d'Italia, e nei secoli la sua storia, la sua architettura e le sue vicende si sono intrecciate con le leggende locali sul maniero infestato. Le sale interne, i camminamenti di ronda e la Torre dell'Astrologo raccontano un passato fatto di potere, alleanze e faide tra famiglie nobili, mentre l'aspetto attuale della struttura conserva i segni di più fasi costruttive, sovrapposte come strati di una memoria collettiva che nessuno ha mai voluto cancellare del tutto.

Siamo nel comune di Gropparello, in provincia di Piacenza, in Emilia-Romagna: una zona di calanchi e boschi che già di per sé alimenta un'atmosfera sospesa tra il fiabesco e l'inquietante. Non stupisce che accanto al castello sia nato il Parco delle Fiabe, pensato per le famiglie e per un pubblico di visitatori diurni: eppure è proprio questo contrasto - il castello delle fiabe di giorno, il castello delle leggende di notte - a rendere il luogo magnetico per chi cerca un'esperienza horror radicata in un luogo reale e in una leggenda tramandata da secoli. Anche solo passeggiare lungo le mura, con lo sguardo sospeso tra il verde dei boschi e le pietre consumate dal tempo, basta a capire perché tante storie abbiano scelto questo luogo come teatro.

La leggenda di Rosania Fulgosio

Tra le mura del castello si tramanda da tempo immemore la storia di Rosania Fulgosio, una nobildonna che secondo la tradizione popolare avrebbe vissuto proprio qui. Va detto con chiarezza, prima di raccontarla: non si tratta di un fatto storico documentato, ma di una leggenda orale, di quelle che si trasmettono di generazione in generazione cambiando leggermente forma a ogni racconto, finché diventano parte dell'identità stessa di un luogo.

Nel racconto, il nucleo è sempre lo stesso: un marito reso cieco dalla gelosia, sospettoso di un tradimento reale o soltanto immaginato, e una fine violenta inflitta alla moglie all'interno delle mura del castello. La tradizione non si concentra tanto sui dettagli della violenza - che qui non vale la pena riportare in ogni particolare - quanto sul dolore che quella morte avrebbe lasciato dietro di sé, un dolore capace, secondo chi racconta la storia, di impedire a Rosania di lasciare per sempre le stanze in cui aveva vissuto e in cui sarebbe morta.

Una scala a chiocciola in pietra che sale nel buio di una torre, illuminata da una candela posata su un gradino.Nella torre, le candele sembrano accendersi da sole quando qualcuno sale nel silenzio.

Storie come questa non sono isolate: quasi ogni castello medievale italiano custodisce una leggenda di una donna morta per mano di chi diceva di amarla, e il Castello di Gropparello non fa eccezione. Più che un fatto da verificare, la vicenda di Rosania va letta come parte di quel patrimonio di racconti popolari che, attraverso la paura, hanno tramandato per secoli un avvertimento sulla violenza dentro le mura domestiche - un avvertimento che, va detto senza troppi giri di parole, resta attuale anche fuori dalle leggende.

Il fantasma che infesterebbe le sale, secondo la tradizione

Secondo chi racconta la leggenda, lo spirito di Rosania non si sarebbe mai allontanato dal castello. Le testimonianze tramandate parlano di passi che risuonano nei corridoi vuoti nelle ore più silenziose della notte, di porte che si richiudono da sole senza una corrente d'aria a spiegarlo, di una presenza percepita più che vista, capace di far abbassare la temperatura di una stanza in pochi istanti. Sono racconti da leggenda, appunto, ma è proprio la loro insistenza nel tempo a renderli parte integrante dell'identità del luogo.

La Torre dell'Astrologo, uno dei punti più suggestivi del percorso di visita, è spesso indicata come il luogo in cui la presenza di Rosania si farebbe sentire con più forza: chi vi è salito di sera racconta di un'inquietudine improvvisa, di uno sguardo che sembra seguire da una finestra ormai vuota. Non ci sono prove di nulla di tutto questo, ma la suggestione del luogo - pietra antica, buio, altezza - fa il resto, ed è esattamente l'ingrediente che rende il castello perfetto per un racconto horror che si rispetti.

Tour serali ed eventi a tema nel castello

Oggi il Castello di Gropparello ha trasformato la sua fama di luogo infestato in un'offerta turistica pensata apposta per chi ama il brivido: tour serali all'interno delle sale, percorsi guidati al buio con torce e lanterne, eventi a tema horror organizzati in occasione di ricorrenze come Halloween. Chi partecipa non va a caccia di prove scientifiche del fantasma, ma di un'esperienza immersiva che permetta di camminare, letteralmente, dentro la leggenda.

Lo stesso castello che di giorno accoglie famiglie e bambini nel Parco delle Fiabe, con i suoi percorsi a tema fantastico, di notte cambia pelle e restituisce ai visitatori un'atmosfera completamente diversa, fatta di ombre, silenzi e racconti sussurrati sulla storia di Rosania. È questo doppio volto - fiabesco e gotico insieme - a fare del maniero uno dei casi più riusciti di come una leggenda locale possa diventare parte integrante dell'identità turistica di un luogo, senza per questo tradirne la memoria.

Perché la leggenda continua ad attrarre visitatori

Non serve credere ai fantasmi per capire perché una storia come quella di Rosania Fulgosio continui a essere raccontata dopo tanto tempo. Le leggende di questo tipo sopravvivono perché danno voce a qualcosa che altrimenti resterebbe muto: la memoria di una violenza, il fascino ambiguo di un luogo antico, il bisogno collettivo di dare un nome e una forma alla paura. Il Castello di Gropparello, con le sue pietre vere e la sua storia in parte documentata, in parte tramandata, resta un punto d'incontro perfetto tra storia e racconto, e continuerà probabilmente a esserlo per molto tempo ancora.

Fonti e approfondimenti

Le pagine di riferimento, per chi vuole approfondire.

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Vincenzo P.

Autore e curatore di Residuoscuro, è appassionato fin da bambino di cinema horror, misteri e leggende urbane. Esplora storie inquietanti e fenomeni insoliti con curiosità e attenzione per il confine tra realtà e immaginazione.