La marea delle 23:17
Ogni sera, alle 23:17, il mare restituisce un oggetto appartenuto a chi non è ancora scomparso.
LeggiRacconti del terrore con case vuote, corridoi lunghi e silenzi che non restano mai fermi.
Ogni sera, alle 23:17, il mare restituisce un oggetto appartenuto a chi non è ancora scomparso.
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Uno stabilimento balneare trova una cabina non censita tra il 12 e il 13: il bagno numero zero conserva una sparizione mai chiusa.
Nel paese di San Rocco il falò del solstizio aveva una sola regola: se non faceva ombra, bisognava andarsene senza voltarsi.
Una vecchia radio sepolta sotto il pavimento ripete nomi, date e nascite future. Luca scopre troppo tardi che non sta ascoltando: sta trasmettendo.
Un documento giudiziario datato dopo un’esecuzione riporta due firme: quella dell’istituzione e quella di un morto che, forse, non aveva ancora finito con l’archivio.
Ogni notte una casa ripete vibrazioni, annunci e frammenti di un volo mai preso: nella camera da letto di Marta la turbolenza non arriva dal cielo.
Una carta d’imbarco intestata a un passeggero mai salito compare nel posto 18F, dove il finestrino si appanna dall’interno e una voce sussurra dal buio della cabina.
Una porta socchiusa, una vasca piena e una pelle senza volto: il racconto di un’identità presa in prestito troppo a lungo.
Una doccia che si apre ogni notte alla stessa ora, una tenda che cambia posizione e una voce che conosce il pericolo prima di chi la ascolta.
Sotto una clinica dismessa, un laboratorio conserva etichette anatomiche con date troppo recenti per essere possibili.